CONGESTIONE DEI PORTI: UN PROBLEMA GLOBALE

Tempi di consegna più lungi, costi dei noli marittimi lievitati fino a 15.000-20.000 dollari, costo crescente del carburante delle navi e cronica insufficienza di autisti per il trasporto stradale: queste le principali problematiche che nel 2021 hanno decretato una criticità a livello globale.

Il 2022 sarà un altro anno difficile per le catene logistiche mondiali.

Le congestioni in alcuni dei più importanti hub portuali, causano un accumulo di ritardi facendo sì che, nelle rispettive rotazioni, le navi riescano a trasportare meno container a parità di tempo.

Ciò che tutta la Supply Chain globale patisce affligge anche le grandi compagnie di spedizioni: pochi container disponibili, molti terminal portuali congestionati e ritardi nello smistamento e consegna delle merci. Per gli spedizionieri è un problema ormai cronico, che negli Stati Uniti, specie lato West Coast, ha assunto proporzioni inaudite tanto da spingere la Casa Bianca a formare una task force per studiare soluzioni alternative. I porti di Los Angeles e Long Beach, ossia il sistema terminalistico di riferimento della West Coast, è in tilt da mesi, con interminabili code di tir in attesa della merce e altrettanti in fila per scaricare la propria.

Se uno studio del Fraunhofer Institute ha decretato che i porti cinesi hanno ripreso una (seppur precaria) efficienza nei tempi di transito dei container internazionali, le interruzioni dovute alla pandemia continuano a provocare squilibri che si ripercuotono sulla Supply Chain globale.

Le continue interruzioni provocano dei disallineamenti tra spedizionieri, produttori e disponibilità dei container: il grosso problema che si riscontra attualmente è infatti dato dalla difficoltà di assicurarsi posto in stiva, arrivo della merce e disponibilità del contenitore simultaneamente.

In questo scenario, c’è chi corre ai ripari bypassando privatamente i vettori marittimi: diverse società cercano di assicurarsi i passaggi in nave in prima persona utilizzando navi noleggiate in proprio, stringendo accordi per aggirare i porti bloccati dai lockdown, facendo scali in altri e deviandovi i flussi di prodotti.

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